La lisciva

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Posted by Silvia | Posted in Acqua e fitodepurazione, Autoproduzione alimentare | Posted on 20-06-2011

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La lisciva o liscivia è una soluzione liquida, ottenuta dalla semplice bollitura di cenere di buona qualità setacciata. In passato veniva usata soprattutto per sbiancare i tessuti, ma anche per tutte le altre pulizie casalinche e, molto diluita, anche per la pulizia di tutto il corpo, per il suo potere detergente, sgrassante e disinfettante e al piacevole odore che rilascia.

La lisciva è un detersivo naturale, ottenibile con un procedimento semplice e che per questo rappresenta per l’ambiente un carico di entità bassissima… che può ulteriormente diminuire se per la sua cottura si utilizza una cucina economica o… una Santarocket!

Naturale, però, non significa totalmente innocuo. E’ comunque da considerarsi un detersivo a tutti gli effetti, oltre al potere detergente, infatti, è anche leggermente corrosiva.

Tanto per capire meglio cosa stiamo maneggiando… ho fatto qualche ricerca sul web e ho scoperto che:

– la lisciva è una soluzione liquida alcalina contenente idrossido di sodio, comunemente chiamato soda caustica

– gli idrossidi sono composti ternari formati da un metallo, ossigeno e idrogeno

– l’idrossido di sodio è composto quindi da sodio, ossigeno e idrogeno (NaOH)

– il sodio è un metallo soffice, ceroso, argenteo, reattivo. Appartiene alla categoria dei metalli alcalini ed è abbondante nei composti naturali. È altamente reattivo, brucia con una fiamma gialla,  reagisce violentemente con l’acqua. Non si trova libero in natura ed è uno dei componenti del comune sale da cucina (cloruro di sodio). Compone circa il 2,6% della crosta terrestre rendendolo il quarto elemento più abbondante e il primo tra i metalli alcalini.

Bene, dopo questa disgressione tecnica passiamo a come si fa la lisciva.

1- come prima cosa si passa la cenere attraverso un setaccio fino per eliminare le parti più grossolane o incombuste (la cenere non deve essere stata precedentemente esposta all’acqua)

2 – mischiarla con l’acqua in un rapporto di 1 parte di cenere per 5 parti d’acqua

3 – portare a ebollizione, mescolando di frequente all’inizio e di tanto in tanto quando la bollitura si è stabilizzata

4 – Far bollire per circa due ore. Verso fine cottura posare giusto una goccia del composto sulla lingua per valutarne la potenza: se ha bollito a sufficienza pizzicherà appena. Non eccedere nella bollitura, la lisciva ottenuta diventerebbe troppo forte e aggressiva per la pelle e per l’ambiente

5 – a cottura ultimata far freddare e decantare, ne risulterà un liquido trasparente

6 – che trasferiremo in un recipiente apposito facendo attenzione a non agitare il liquido, mantenendo cioè separate la parte solida da quella liquida. Volendo si può filtrare con una pezza di cotone

La lisciva è pronta!

La parte liquida, la lisciva propriamente detta, si può usare  per tutte le pulizie (piatti, biancheria, pavimenti, ecc). Io la uso anche in lavatrice, circa 60 ml per carico, come un normale detersivo.

La pasta di cenere rimasta, può essere usata per lavare i piatti, io sto cominciando anche con i sanitari alternandola all’aceto.

Ricordate però che essendo la lisciva un prodotto alcalino, non deve essere mescolato con sostanze acide, pena l’azzeramento di qualsiasi effetto detergente in quanto darebbe origine a dei sali neutri.

(le foto sono di Stefano:-)

Commenti (9)

Ciao Silvia, grazie per il tuo articolo, sintetico ma esauriente sia dal punto di vista teorico che pratico! 😀

Vorrei farti una domanda: scrivi che volendo la lisciva si può usare anche annacquata per il corpo. Se annacqui la lisciva basica (che ha un pH molto alto da 11 a12, da quel che so) con una normale acqua alimentare (che normalmente ha un pH che va da 7 a 8), il pH della soluzione finale dovrebbe scendere.

A questo punto, se la nuova soluzione ha un pH diciamo di 10, e questo significa che non è più il pH ciò che deterge, quali sono gli elementi rimasti nella nuova soluzione che lavano?

Grazie! :)

Ciao Leo, dicevo che un tempo la lisciva si usava anche per il corpo, io non l’ho ancora fatto, appena avranno stagionato bene userò le mie saponette fatte in casa! (presto arriverà articolo:-)
Sinceramente non ho grandi competenze chimiche quindi proprio non so quali siano gli elementi rimasti nella soluzione che fungono da detergente, fatto sta che in lavatrice (anche qui la lisciva viene diluita in acqua) funziona, e piuttosto bene.

Carissima Silvia,
dato che sotto la neve il camino è andato a gogo… sto pensando seriamente di cimentarmi con la lisciva… e mi sono ricordata di questo meraviglioso post… ho 2 domande:

1) il pentolone con cui fai la lisciva, poi si può usare normalmente per altre cose o si rovina e lo devi dedicare solo a questo?

2) scolorisce i panni? nel senso, ci devi lavare solo i bianchi o va bene per tutto, anche i neri? Io non uso da tempo detersivi per il nero, perché ci mettono particelle coloranti nere ed è un cavolo e tutt’uno… però uso il delicato (biodegradabile100%) per gli scuri a 30°. Che mi consigli? Posso usarla a 30° con il bucato delicato?

Grazie!!! :*

ciao bella vivi,
allora premetto che decisamente non sono un’esperta, per ora sto solo sperimentando nella filosofia del ‘piccolo chimico’ (ottima scuola per chi ci ha giocato da piccolo:)
detto questo, per il pentolone: si raccomanda di usarne uno dedicato, io ancora non sono riuscita a comprarmelo e quindi lo uso anche per altro dopo accuratissimo lavaggio e asciugatura, per il momento non sono ancora morta… però mi raccomando NON DEVE essere d’alluminio!
poi: io la uso per tutti i panni, non mi sembra scolorisca in modo particolare e praticamente faccio quasi tutto a 30°.
nel frattempo ho scoperto quest’utilissima risorsa http://www.lareginadelsapone.com/p/indice-delle-ricette.html ci sono moltissime cose utili, anche una ricetta di un detersivo in polvere vedi: “Come lavare la biancheria… senza detersivo!”
baci

PS bisogna ricordare che ogni detergente autoprodotto con criteri ‘ecologici’ non ha gli sbiancanti ottici sempre presenti negli altri, quindi i panni non saranno mai bianchi che più bianchi non si può! anzi ho letto da qualche parte che qualche macchia precedentemente mascherata da questi sbiancanti potrebbe riuscire fuori, a me non è successo, sulle macchie più difficili per ora dò prima una passata di sapone di marsiglia (autoprodotto naturalmente!) anche se con questo sui colorati è meglio sempre fare prima una prova…
baci bis

Grazie carissima!
Appena c’è il disgelo prometto che ti veniamo a trovare in qualche modo, sono proprio curiosa di vedere la tua azienda!

Mille baci! :*

ciao . una domanda . che cosa e ”santarocket”?

Ciao Daniel, la cosidetta santarocket è un ‘fornello’ alimentato a segatura. Vedi http://www.ifeelgood.it/permacultura/energie/ancora-santarocket/

a pH 10 la soluzione è ancora basica (sono presenti ancora in forma diluita gli OH- che sono gli indicatori di basicità), a pH 7 è neutra cioè gli OH- e gli H+ (indicatori di acidità) sono uguali quindi si annullano a vicenda

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