Una fame da lupi…

(…) La natura ci ha fornito di un meccanismo chiamato fame che ci spinge a “fare il pieno” per non rimanere a secco 

La grande attrazione per esempio che esercitano sulla maggior parte delle persone gli zuccheri, i carboidrati raffinati ed i grassi, nasce proprio dal fatto che in una situazione di scarsità di cibo, il gusto del palato poteva aiutarci a privilegiare questi cibi altamente calorici a discapito di quelli ipocalorici (carne e pesce magri, verdure, ma anche frutta).  

Questo perché se con la dispensa vuota dovessimo – invece di passare al supermercato – andare a caccia di corsa nelle campagne circostanti (!) per procurarci il cibo con le nostre mani (con il rischio di mangiare 1 volta al giorno… o anche molto meno) sopravviveremmo certamente di più mangiando cibi ricchi di calorie.  

Resta il fatto però che la società dell’abbondanza (almeno in questo fortunato angolo del pianeta…) si è evoluta più velocemente della natura (l’essere umano è progettato per fare 30 km al giorno!), e tutti i problemi di sovrappeso che ci stanno schiacciando (senza ormai quasi più distinzione tra Occidente e Oriente…) nascono da qui.  In realtà uno dei problemi ricorrenti nella nostra società è che spesso il palato, lo stress (o entrambi) ci spingono a “fare” continuamente il pieno di benzina anche se abbiamo i serbatoi pieni.   Questa continua richiesta di cibo (=carburante) è resa ancora più pressante quando mangiamo cibo di qualità scadente o comunque povero dei nutrienti essenziali. 

Una nota importante: quando senti parlare di nutrienti “essenziali” vuol dire che l’organismo non li può produrre da solo trasformandone altri… in poche parole, o li mangi, o resti senza! 

Torniamo allo stomaco sazio di cose povere ma affamato di nutrienti. Qui è necessario che facciamo una distinzione elementare. Alimentazione o nutrizione? 
Dire alimentazione (cioè tutto quello che è appetibile e commestibile), non vuol dire nutrizione (cioè quella parte degli alimenti che può essere usata per nutrire in modo sano le cellule e mantenere inalterato il nostro stato di benessere).  
Esiste un’alimentazione molto povera o addirittura priva di nutrizione (es. zucchero bianco), esiste un’alimentazione ricca di nutrizione (es. l’albume dell’uovo, ricchissimo di proteine di alta qualità), ed esiste un’alimentazione non solo ricca di nutrizione ma anche altamente bilanciata, cioè con una serie di nutrienti complementari tra loro (es. un’insalatona con 10 verdure colorate diverse, tonno, qualche noce e olio d’oliva extravergine). 

Il punto è infatti che l’organismo non si accontenta di avere lo stomaco (=serbatoio) pieno di alimenti, ma vuole (comprensibilmente…) che sia pieno di tutti i nutrienti che gli servono per conservare la sua energia e mantenere una salute equilibrata il più a lungo possibile!  Cosa sempre più difficile, dal momento che – vuoi per lo stile di vita, vuoi per le modalità di produzione – tendiamo a mangiare troppe cose che dovremmo evitare (zuccheri, grassi saturi, pesticidi, conservanti, etc.) e poche di quelle che ci servono (carboidrati, grassi buoni, proteine, vitamine, sali minerali, fibre, etc). 

Questa politica di alimentazione fatta di eccessi e carenze causa non solo l’aumento delle sostanze di scarto all’interno del nostro motore biologico, ma spesso lascia la nostra macchina senza i nutrienti necessari per lavorare in piena efficienza.Questo perché il nostro sistema di alimentazione (dal palato allo stomaco) è sempre meno in grado di distinguere facilmente la differenza tra i cibi naturali ed i cibi artefatti per essere più appetitosi.   Perché un’altra straordinaria caratteristica della macchina biologica che ci ospita, è la sua capacità naturale di farsi da sola il check up (i tagliandi), e di autoripararsi… il tutto ovviamente se la trattiamo nel modo più corretto! Che può succedere allora quando di fronte a pieni ricorrenti di benzina sempre più calorica (eccessi) ma sempre meno buona (carenze), inseriamo in un corpo troppo carburante? Che non solo l’organismo comincia a funzionare male (con conseguenza di disturbi e patologie), ma spesso anche il metabolismo si rallenta e tutto il carburante in eccesso va nei serbatoi d’emergenza che si chiamano grasso e cellulite

Dal punto di vista biologico in realtà un metabolismo lento è un grosso vantaggio… Pensa che se 2 persone finiscono su un’isola deserta con poco cibo, sopravvive di più quella con il metabolismo più lento… Chissà perché, però, quasi nessuna delle persone che assistiamo a tornare in forma si esalta quando sente questa storia…

Molte persone si preoccupano di avere un metabolismo al massimo della sua efficienza per un semplice, innegabile fatto: tutti vogliono avere più energia e meno grassi depositati! C’è da considerare inoltre che il cibo scadente, quello che in america chiamano junk food, ovvero “cibo spazzatura”, è più semplice da trovare in qualsiasi angolo delle nostre città e costa molto meno di quello più sano che ci farebbe meglio. Questo è il motivo per cui le persone si trovano continuamente ad abusarne.

Ma risparmiare soldi e fatica oggi, magari sfiziandosi con pizza, panini, fritti, gelati o dolci, ci predispone a spendere migliaia di euro in cure mediche domani!

Estratto dall’ebook “Riattiva il metabolismo in 5 mosse” (AA.VV. Ed. Ifeelgood.it)

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About LEONARDO DI PAOLA
Coach & Trainer, autore di "Wellness Coaching, come aiutare se stessi e gli altri a vivere meglio", è Socio Fondatore di I FEEL GOOD, progetto che offre soluzioni (ebook, teletraining, interviste, corsi, eventi...) per aumentare la Consapevolezza nei settori del Benessere, dell'Abbondanza e Libertà personale. E' inoltre Ideatore dell'innovativo "Weco Club.it", il Wellness Coaching Club, palestra di Crescita Personale on line che sta riunendo a sé - dal Cyberspazio - una portentosa Alleanza di Cervelli.

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