Bello notare come dalla “pizzicologia” di Dumbo, alle visualizzazioni piennellistiche di Kung Fu Panda, film che risente decisamente dell’ondata di quella che si potrebbe definire la New Age quantica, il messaggio resti lo stesso.
Sono passati 67 anni dal 1941 quando il Coach Timoteo insegnò al “fenomeno Dumbo” il segreto per credere in se stesso e a volare…
ed ancora una volta esistono solo la fiducia, la certezza, la credenza potenziante del “ce la posso fare” animata da una buona dose di visulaizzazione…
Io sono, qui ed ora, il passato è passato, il futurò è un mistero, e il presente è quasi tautologicamente un dono.
E dato che mi piace tanto parlare di nutrizione, ho trovato deliziosa la storia dell’Ingrediente Segreto degli spaghetti…
Siamo noi che rendiamo le cose speciali…
e non riuscire a capirlo, per rincorrere tutta la vita un’illusione “altra” che ci darà gioia (forse) in un tempo futuro, è un grosso spreco.
Kung Fu Panda è un film d’animazione ricco di spunti ma che nonostante le splendide voci femminili di Tigre e Vipera ha un solo difetto: troppi pugni e niente “amore romantico” o quanto meno “familiare”… Insomma manca di tenerezza, una dimenticanza che (parere da “femmina” poco amante di Bruce Lee, tatami ed affini) ha lasciato un po’ di vuoto.
