Ogni guerra civile inizia con una fase di revisionismo storico…
Di chi aspetta nell’ombra un pretesto per scatenare la rivolta e prendere il potere.
E cancellare le verità accadute. In ufficio accadeva ogni giorno.
Fortunatamente nel mio lavoro oggi non c’è potere da conquistare sottraendo qualcosa agli altri. Il potere si chiama risultati, stima, rispetto, talvolta affetto. E dipende solo da quello che fai e da quello che sei.
Il potere non è approfittare delle circostanze per creare malumore ma stemperare i contrasti e cercare di lasciare sempre armonia.
Il potere non è prendere di petto le persone e umiliarle e farle sentire immature, ma aspettare tranquillamente che la tempesta passi e siano pronte a capire.
Il potere è anche far sapere agli altri che ti possono girare le spalle senza paura di essere accoltellati.
Il potere è lasciare andare tutti senza paura.
Il potere è un altro giorno per essere migliori.
Il potere è perdono ma anche consapevolezza che niente sarà più come prima.
Come mi ha detto a Rimini il mio amico Maurizio citandomi OSHO: “Abbi fiducia nel prossimo, ma lega bene la tua bicicletta”
