Un regalo da conoscere, un dono da condividere: Guardiani dell’Essere di Eckhart Tolle

guardiani-dell-essere


Anche quest’anno sta arrivando il Natale, momento particolare, magico e tragico nello stesso tempo come pochi altri… Ci si prepara a convivialità e  festeggiamenti, ma anche a bilanci e a stress (soprattutto dato che a 6 giorni dalla venuta di Babbo Natale inizierà il tanto atteso o temuto 2012).

Su questa festa pagana riciclata con abilità dalla Chiesa cattolica e poi trasformata nel più grande motore del consumismo occidentale, tanto è stato detto e tanto ancora si potrebbe dire…

Per quanto mi riguarda – come saprai – quest’anno mi accingo a rompere qualche schema automatico per sperimentare quanta energia ci sia dietro a queste giornate, grazie ad un evento che già si prefigura memorabile, organizzato con Viviana e altri 2 Amici Trainer… (L’AltroNATALE 2001)

In ogni caso è fuor di dubbio che una delle maggiori fonti di stress legato al Natale provenga dalla necessità di fare i tanto temuti Regali.

Il punto non è tanto cosa regalo alle persone che amo e che conosco bene (anche se pure lì spesso c’è da sudare sette camicie… ;) ), ma cosa regalo agli amici e ai conoscenti.

Le domande critiche sono che ci poniamo sono grosso modo 3:

1. “Gli piacerà?” o “Ce l’ha già?” o “E’ banale?

2. “E se lui non mi regala nulla, non è che lo metto in imbarazzo?”

3. “E’ adeguato al nostro rapporto?” (Troppo personale? Troppo impersonale?)

Oggi vorrei con vero piacere parlarti di un dono speciale.

Si tratta di un libro (lo so, lo so… talvolta sono prevedibile! ;) ), ma non si tratta di un libro qualsiasi… ma di una chiave cartacea di meditazione semplificata!

Di solito non amo i libri fuori formato, non amo i libri illustrati e non amo i libri-gadget con poche frasi impaginate tipo citazioni.

Ma mi sento di fare un’eccezione e di consigliarti vivamente i “Guardiani dell’Essere, con testi di Eckhart Tolle e disegni di Patrick McDonnell, un libro che fa riflettere con gioia e con Amore alla Bellezza della vita.

I Guardiani dell’Essere sono le piante, le espressioni della vita che vive, ma soprattutto gli animali, che “festeggiando la vita continuamente” sono sempre nel qui e ora, molto più bravi di noi ad evitare il logorio meccanico e depotenziante dei pensieri stressanti sul passato, sul futuro, sui rimpianti o sui rimorsi…

Qualche pillola?

Ho vissuto con molti maestri Zen, ed erano tutti gatti“,

gli umani dicono ‘io mi voglio bene’ oppure ‘io mi odio’. I cani dicono ‘woof, woof’ che tradotto significa ‘Io sono io’. Io la chiamo integrità – essere una sola cosa con se stesso“,

“I cani offrono la preziosa opportunità anche a persone che sono intrappolate nel loro ego, di amare ed essere amati incondizionatamente”.

Un gran bel regalo di Natale, dunque, di contenuto e spessore, che peraltro si presenta anche molto bene come realizzazione grafica ed editoriale, con la sua luminosa copertina arancio in brossura. :)

Tornando alle nostre fatidiche domande, questo libro fa al caso nostro, perché:

1. è appena uscito, quindi improbabile che i tuoi amici ce l’abbiano, per certo non è banale e sicuramente verrà apprezzato da chi ama gli animali e la natura, oppure da chi ha un’indole sensibile ed è attratto da una saggia e delicata spiritualità.

2. costa poco, anche se vale molto: quindi va bene anche se non ricevi nulla in cambio…

3. è personale (perché parla di noi, della nostra capacità sopita di tornare alla radice della vita e della gioia del momento presente), ma non troppo (in fondo è un libro di citazioni, quasi di poesie, e per di più illustrato).

Inoltre – Viviana mi fa notare – è in carta riciclata, e regalare un libro e non un aggeggio energivoro a pile o di plastica et similia, è sempre meglio! :mrgreen:

Guardiani dell’Essere
Testi di Eckhart Tolle
Disegni di Patrick McDonnell
Edizioni Età dell’Acquario – 2011

Insomma: io fossi in te me ne regalerei una copia per “uso personale”… e anche qualcun’altra come regalo di Natale per tutte le persone sensibili e intelligenti che vuoi gratificare in occasione del 25 Dicembre , sono certo che verrà molto apprezzato!

Fammi sapere… e nel frattempo, felice frenesia Natalizia! :D

 

Articoli correlati...

Siamo Eroi (provare per credere!)

risveglio-eroe-pnl

Che succede quanto Stephen Gilligan e Robert Dilts, due dei più brillanti allievi di Milton Erickson, considerato a viva voce il più grande ipnoterapeuta di tutti i tempi, si rincontrano dopo vent’anni?

Non parlo dell’incontro privato, ovviamente, ma di quello formativo

Per quel che ne so io, mettere insieme uno psicoterapeuta ed un ricercatore di PNL poteva creare effetti collaterali incontrollabili, solo parzialmente prevedibili. E così è stato.

Sto parlando de Il Risveglio dell’Eroe con la PNL, libro tratto da un formidabile seminario che i due coach hanno tenuto a Barcellona qualche tempo fa, e che recentemente è stato pubblicato da Alessio Roberti Editore.

Il sottotitolo recita: “Un viaggio senza precedenti alla scoperta di te stesso e del tuo potenziale”.

Come forse saprai se mi segui da un po’ Robert Dilts per me è una garanzia assoluta, anche se ammetto di non aver mai letto prima qualcosa di Gilligan, sinceramente non lo conoscevo proprio.

Ed è quindi con un misto di aperta curiosità e di granitica certezza che ho affrontato questo bel testo di 380 pagine, anche perché sono sempre stato attratto dai modelli archetipici e dall’uso dei miti in letteratura.

Quello che è successo, pur con le inevitabili enormi perdite che un corso live subisce quando viene trasposto su carta, è che mi sono ritrovato tra le mani del materiale esplosivo

Occhio perché non si tratta del solito ripassone di PNL, arricchito magari con il mestiere che due grandi terapeuti d’esperienza possono mettere in campo, ma di un vero e proprio viaggio alla scoperta di ciò che ci rende grandi e unici eroi.

Un viaggio pratico, entusiasmante, sinceramente vissuto dai trainer non meno che dagli allievi.

Eroi con tutti i limiti, le sfide, le ombre ed i problemi che qualsiasi viaggio dell’eroe che si rispetti comporta.

Un libro pieno di esercizi, dimostrazioni, perle di saggezza che vanno ben oltre la Programmazione Neuro Linguistica o l’Ipnoterapia, fondendo abilmente e con un linguaggio semplice e primordiale suggestioni di Aikido, respirazione, citazioni poetiche, simbolismi lirici e metodiche innovative in un bel bocconcino cartaceo da gustare con slancio.

Un’esperienza magistrale che non può mancare a chi lavora su se stesso, soprattutto se si occupa di relazione d’aiuto e crede davvero in quello che fa, nella sua vita e della sua vita.

:D

 

Articoli correlati...

La sfida delle 100 cose. Tu ci riusciresti? Io per ora ho fatto un collage! ;)

La sfida delle 100 cose - Dave Bruno

Possedere solo 100 cose? :shock:

A prima vista pare impossibile senza inventarsi grandi macrocategorie collettive… 100 cose? Solo di biancheria penso che una donna possieda oltre “100 cose” :?  (che poi ne usi sempre e solo le stesse 25 e il resto lo tenga nel cassetto per “le grandi occasioni” questa è un’altra annosa questione;) )

Ma il libro di Dave Bruno, che quest’estate ho buttato in valigia tra i libri di “svago”, contiene spunti notevoli, seppur talvolta tinteggiati da una semplicità tipica Californiana.

Tanto interessanti che grazie a lui in USA è nato una sorta di Movimento… E io ho fatto questo collage! ;)

Quando smonti i tuoi averi ad uno ad uno e scegli solo le 100 cose (ma anche 200 o 50, poco importa) che davvero ti servono, demolisci piano piano il concetto che sta dietro al consumismo, l’apparire tramite gli oggetti: la necessità di avere qualcosa a compensazione.

E magari impari a smettere di consolarti e capisci cosa ti serve davvero.

Come non dover più “compensare” una mancanza.

Riafferri la tua vita a piene mani, esci dal gioco-giogo e impari ad essere felice. Davvero, con poco o niente.

Lo scopro ogni volta che sono in vacanza senza la Verghiana “robba… Non mi manca niente! :D

Ed in una società in cui in ogni parte del mondo c’è ormai un mercato o un supermagazzino… ma che ti frega della robba? :? Se proprio hai necessità di qualcosa, sai sempre dove trovarla.

Ed è vero che tutto questo comprare ci disumanizza e se ripristinassimo la voglia di scambiare (hai letto il mio articolo sullo scambio e il baratto “riciclo emozionale?), avremmo un sacco di relazioni sociali utili in più. E molto più soddisfacenti.

La realtà è che in un grande magazzino, in una boutique, in un super casalinghi siamo SOLI!

Siamo noi, con i nostri soldini e la fatica che c’è dietro (che basterebbe lavorare la metà comprando la metà! :( ) e le nostre idee di come dovrebbe essere una casa perfetta, una vita perfetta, una ragazza perfetta (un marito perfetto, una macchina perfetta, un’attrezzatura sportiva perfetta…) :(

Siamo noi, superaccessoriati e pronti per una vita che non abbiamo più il tempo nè la voglia di vivere.

E’ come usare tutto il tempo a preparare la valigia per un viaggio… ed arrivare alla stazione azzavorrati facendo una fatica terribile… e scoprire che il treno è già partito. Mentre leggeri con uno zaino, come si sarebbe stato meglio su quel treno…

Insomma… (tranqui lo sproloquio è quasi giunto al termine ;) )

Quasi nessuno è immune da questo immaginifico superemporio che ogni giorno ci viene sbandierato davanti agli occhi.

Certo lavorando da casa, non vedendo la TV, limitando le mie uscite nella metropoli con i suoi tentacolari cartelloni pubblicitari 6×3… probabilmente mi sto disabituando.

Ma poi… mi consegnano il catalogo IKEA (novella Poetica di Aristotele che andrebbe rinchiuso nel Monastero di “Il nome della Rosa” ;) Dio come siamo ridotti!!! :mrgreen: ), e mi sperdo in quelle case così accoglienti, nelle file di scatole per ordinare oggetti inutili e sovrabbondanti, negli armadi guardaroba “10 stagioni” e le cucine dove ogni cazzatella specialistica ha il suo magnifico posto.

Ma niente paura, è qualche anno che mi sto disintossicando grazie ad un mercatino dell’usato dove posso portare oggetti che vengono riciclati senza sentirmi in colpa a buttarli via ancora in buono stato…

… E anche grazie ad una cura part time che si chiama “bricolage“: mi diverto a recuperare, riciclare, riportare alla vita… insomma pare che funzioni! ;)

Tornando al libro di Dave Bruno, “La Sfida delle 100 Cose” (perché in effetti volevo scrivere di quello quando ho acceso il mio PCcino), al di là della curiosità di scoprire com’è nata la sua idea di ridurre a 100 le sue cose, al di là del ragionevole dubbio già citato nel libro:

ma lui è un uomo… una donna ci riuscirebbe?

… e al mio ragionevole dubbio bis che vado in giro con una borsa superorganizzata dove Leonardo mette continuamente le mani:

ma senza la moglie accanto e gli oggetti della moglie che lui non ha contato… ci sarebbe riuscito? :P

Credo che valga la pena!

Anzi, adesso te ne metto un pezzettino…

“Quel giorno, girando per casa e nel garage, per fortuna non inciampai in alcun oggetto. Mi scontrai però con un grosso scoglio che stava dentro di me.

Avevo capito di essere un ipocrita.

Ahi! Nel mio blog mi lagnavo perché il consumismo rovina la vita, e poi avevo la casa invasa da una quantità di cose che avevo accumulato e aiutato mia moglie e le mie figlie ad accumulare.

Dovevo ammettere di avere un bel problema. Ma come! Predicavo agli a ltri di non cedere a lle lusinghe del consumismo quand’ero io il primo a non saperne fare a meno. Fu un’illuminazione.

Ero consapevole della questione del consumismo, avevo trovato anche la locuzione giusta per sintetizzarne le problematiche e l’avevo usata come nome per il blog: “Stuck In Stuff”, “soffocato dalle cose”.

Ero perfettamente in grado di argomentare una valida critica della sua cultura, ma non avevo trovato né adottato le misure per liberarmi dalle sue catene.

Anzi, spesso, in tutti quegli anni, per sfuggire alla paralisi soffocante delle troppe cose, non avevo fatto altro che lasciarmi alle spalle il disordine per andare a comperarne altre.

La strada verso il centro commerciale era lastricata delle mie buone intenzioni, per esempio andare a cercare una soluzione per riporre tutto in bell’ordine. Era più forte di me. (continua)

Scorrevole, curioso, stimolante. Te lo consiglio per la tua biblioteca del cambiamento

Ah… dimenticavo.

Puoi comprarlo tranquillamente perché a prescindere da quanti libri hai, per Dave…

la biblioteca vale solo 1! :D

:D

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach
Promotrice del Movimento per la diffusione dell’Intelligenza Ecologica

PS.1 E certo, ce l’ho anche io un “movimento” :P

PS.2 l’immagine dell’articolo l’ho realizzata io pensando ad un’ipotetica lista di 100 cose… Non credo di essere arrivata a 100, ma certo… ne mancano un botto! ;)

 

Articoli correlati...

Ritrovare la madre di ogni dolore: una scoperta inaspettata

willi-maurer-la-prima-ferita-ifeelgood-it

I libri sono meravigliosi contenitori di idee.

Ne esistono di tanti tipi diversi (e per fortuna!)… Alcuni danno semplice piacere con la musica di pensieri e parole, altri fanno riflettere, o sognare, altri ancora insegnano tecniche e discipline che non conoscevi.

Ce ne sono poi alcuni davvero speciali, che ti aprono gli occhi sbattendoti in faccia verità scomode, su te stesso e il mondo, che ti lasciano costernato ed eccitato nello stesso tempo.

Costernato perché quando scopri l’origine credibile di una sofferenza, di qualsiasi sofferenza, ti domandi: ma come ho fatto a non pensarci prima?

Eccitato, perché sai di aver captato, nonostante tutto, qualche altro brandello di quell’incessante e multiforme gioco di cause ed effetti che presuontasamente chiamiamo Verità.

La Prima Ferita, di Willi Maurer è decisamente uno di questi libri.

Svizzero, con 30 anni di esperienza come terapeuta nella relazione d’aiuto basata sull’integrazione fisica delle emozioni, Maurer parte da un semplicissimo assunto di base, e su quello costruisce una teoria della motivazione umana tanto lineare quanto sorprendente: il trauma del distacco, fisico ma anche multisensoriale ed istintivo, del neonato dalla mamma è alla base di qualsiasi conflitto, sofferenza, insoddisfazione, dipendenza, violenza e sopruso individuale o collettivo della nostra vita.

Detto così può sembrare eccessivo, e persino semplicistico… ma ti basta leggere qualche pagina per sentire che Maurer ha perfettamente ragione.

Il cesareo programmato, l’ospedalizzazione, gli ormoni sintetici per velocizzare le contrazioni, la distruzione della privacy (vd. telecamere e telefonini), il taglio del cordone ombelicale, lo schiaffo, la separazione della madre per la pulizia, l’allontanamento dalla camera nunzionale, i retro pensieri estetici sull’allattamento, l’incapacità di interpretare il pianto, gli imbarazzi drammatici di antichi pudori corporei, le interferenze su un rapporto simbiotico che dovrebbe durare mesi e che per esigenze sociali, culturali o familiari viene interrotto troppo spesso e troppo presto, creano un imprinting incompleto, che spacca dolorasamente il nostro cuore (vd. copertina, illustrata dallo stesso Maurer).

Errori che come di prassi chiamano altri errori, con mamme che cercano come possono di compensare l’errore primordiale (chiaramente fatto in buona fede) con dosi esagerate di soffocante affetto (soluzione tipica con i maschietti), o con la trasmissione del modello elementare che da bambine le ha rese donne: fai la brava se vuoi essere amata.

Un comportamento che da neonati impotenti e sofferenti per l’abbandono subìto ci rende tutti maschietti potenzialmente violenti e tutte femminucce potenzialmente compiacenti e senza autostima.

Neonati vittime che crescendo diventano  carnefici, o nella migliore delle ipotesi propagatori inconsapevoli di quella stessa sofferenza che li ha privati della centratura e dell’equilibrio necessario per vivere e godere delle gioie del corpo, degli affetti e di questo meraviglioso pianeta.

Una situazione drammatica, da cui possiamo uscire se davvero lo vogliamo, ripercorrendo la sofferenza di quell’abbandono, con coraggio e amore.

Ma anche una situazione globale ed epidemica, che risparmia pochissime culture, come gli africani Kikiyu, gli amazzonici Yequana o i nativi di cultura balinese.

Un libro necessario per tutte le mamme – passate, presenti o future – e per tutti gli Operatori che a vario titolo sentono di prodigarsi per la Pace nel mondo e per l’Illuminazione dell’Umanità.

Un libro a tratti difficile da leggere, soprattutto per chi ha una visione ristretta e tradizionalmente conservatrice del corpo umano, ma indubbiamente un contenitore da cui prendere a piene mani.

:)
Leonardo Di Paola
Wellness Coach & Trainer

 

Articoli correlati...

Comunicazione Non Violenta: 4 Sistemi per rispondere a un Messaggio Negativo

le parole sono finestre oppure muri

“Quando qualcuno ci manda un messaggio negativo, sia esso verbale oppure non verbale, abbiamo 4 modi possibili di riceverlo.

Una è quello di prenderlo in modo personale, sentendovi contenuta una critica o un’attribuzione di colpa.

Ad esempio una persona arrabbiata esclama ‘Sei la persona più egocentrica che io abbia mai incontrato!’

Se scegliessimo di prendere questo messaggio in modo personale, potremmo reagire cosi: ‘Oh, avrei dovuto mostrarmi più sensibile!’ In questo modo accettiamo il giudizio dell’altra persona e diamo la colpa a noi stessi.

Quando scegliamo questa strada, paghiamo un caro prezzo in termini di autostima, perché diventiamo inclini a provare sentimenti di colpa, di vergogna e di depressione.

Una seconda possibilità è quella di criticare il nostro interlocutore.

Ad esempio, in risposta al messaggio ‘Sei la persona più egocentrica che io abbia mai incontrato!’ potremmo ribattere: ‘Non hai alcun diritto di parlare così! Io tengo sempre in considerazione i tuoi bisogni. Sei tu quello che è veramene egoista’.

Quando riceviamo i messaggi in questo modo e attribuiamo la colpa all’interlocutore, probabilmente proviamo sentimenti di rabbia.

Nel ricevere un messaggio negativo, una terza possibilità è quella di far brillare la luce della consapevolezza sui nostri bisogni e sentimenti personali.

Così potremmo rispondere ‘ Quando ti sento dire che sono la persona più egocentrica che tu abbia mai incontrato, mi sento addolorato, perché ho bisogno che i miei sforzi nel tener conto delle tue preferenze siano in qualche misura riconosciuti’.

Centrando l’attenzione sui nostri bisogni e sentimenti personali, diventiamo consapevoli del fatto che il sentimento di dolore che proviamo in quel momento deriva da un bisogno di riconoscimento per i nostri sforzi.

Infine, una quarta possibilità nel ricevere un messaggio negativo consiste nel far brillare la luce della consapevolezza sui sentimenti e sui bisogni dell’altra persona, così come essa li esprime in quel momento.

Ad esempio, potremmo chiedere: ‘Ti senti amareggiato perché hai bisogno che le tue preferenze siano tenute in maggior considerazione?’

Quando riconosciamo quali sono i nostri bisogni, desideri, aspettative, valori o pensieri, accettiamo la responsabilità dei nostri sentimenti anziché dare la colpa ad altre persone.

Estratto dal Best Seller sulla Comunicazione Non Violenta:

Le parole sono finestre (oppure muri)
Marshall B. Rosenberg

 

Articoli correlati...

La profezia della Curandera, la donna come espressione della Pachamama

La Profezia della Curandera -  Mamani

<<Il giorno in cui amerai, rispetterai e conoscerai te stessa, scoprirai che la terra comunica con te, che la Pachamama possiede un linguaggio attraverso il quale le montagne ti parlano, i fiumi ti mormorano e le sorgenti ti consigliano.

Allora saprai che sei un tutt’uno con l’universo, che sei come l’acqua che si espande.

Il giorno in cui ti accetterai davvero, orizzonti sconosciuti ti si schiuderanno, e una musica mai ascoltata giungerà alle tue orecchie>>.

Kantu si sentiva come una melodia che, poco a poco, fluiva verso le acque della cascata, quell’acqua che era lei stessa.

La musica di quell’acqua aveva spazzato via ogni cosa, schiudendola a una nuova vita, a un nuovo cammino.

<<La donna è un’immensa varietà di incanti>> le sussurrava un’altra voce.

<<Il suo potere di ammaliare gli uomini è enorme.

I suoi occhi illuminano con una misteriosa e soggiogante luce; il suo alito ha l’aroma dei fiori e la sua affascinante bellezza è un invito alla vita, all’amore.

Essere donna vuol dire incarnare un essere speciale che è, al tempo stesso, montagna, bosco, lago.

Un essere in seno al quale si origina la vita.

Nel suo corpo vi sono cime innevate, crepe e vallate attraverso le quali l’acqua scorre intonando un’infinità di canti.

Anche i passeri si librano fra i fiori e le piante colorate; l’orso si disseta con l’acqua e assapora i colori e i colibrì dal becco appuntito vanno di fiore in fiore, succhiando il nettare della vita.

Se sei donna, sei compagna della natura e il tuo camminare è un pellegrinaggio.

Sei nata donna per insegnare al mondo a stare più vicina alla Pachamama, perché tu sei l’espressione più profonda dell’amore.

Ma ricorda, anche tu, come tutti gli altri elementi della natura, puoi essere portatrice di amore oppure di odio, di discordia.

Allo stesso modo in cui puoi ospitare dentro di te una vegetazione bella e rigogliosa dalle montagne maestose e dai paesaggi incantati, puoi anche portare in te il deserto, terreno sterile, privo di vita.>>


Estratto dall’inaspettato romanzo:
La Profezia della Curandera
di Hernàn Huarache Mamani
Edizioni PIEMME

Ogni donna dovrebbe leggere quest’opera del Curandero andino Mamani per capire meglio se stessa ed il potente ruolo che ha come ponte tra la Natura e l’Eternità.

La Storia della crescita e dello Sviluppo personale, spirituale e sessuale di Kantu, che sopravvisse ad un fulmine per diventare una Curandera. Amica della Pachamama e maestra spirituale degli uomini.

Un romanzo del risveglio che avvicina un mondo nuovo e ce lo rende affascinante, semplice, immediato.

Che sorprende per la sua semplicità.

Che fa nascere tante domande.

Che parla di sesso ed amore in un modo nuovo.

“Sono scrittore per compito, e scrivo per le persone che vogliono plasmare un futuro più umano sviluppando la propria spiritualitàspiega Mamani.

“Mi hanno detto di essere femminista, forse perché provengo da una cultura che dà molta importanza alla donna. Noi andini siamo pacifisti, e non vogliamo fare della guerra o della violenza un culto, non tolleriamo l’ingiustizia.

Le donne sagge che ho conosciuto hanno arricchito la mia vita insegnandomi attraverso il loro esempio l’amore, la comprensione, la compassione e la fede nella vita.

Non fartelo sfuggire! ;)

 

Articoli correlati...

Oltre la paura, verso noi stessi. Il Potere autentico delle Relazioni

"Il Potere autentico delle Relazioni" di Gary Zukav

Qualche giorno fa ho ricevuto dalla Casa Editrice Il Corbaccio l’ultimo libro di Gary Zukav, “Il Potere autentico delle Relazioni“, da appena un paio di giorni disponibile nelle librerie di tutta Italia.

Dato che per i libri da leggere ho una lista d’attesa di bibliche dimensioni, ho iniziato a sfogliarlo distrattamente pensando di leggerlo poi con calma…

Ma, dopo aver letto un paio di frasi, questa nuova creatura mi ha talmente intrigato che non ho potuto resistere: dovevo assolutamente leggerlo tutto, e dovevo farlo subito! :shock:

Il risultato è stato decisamente all’altezza della prima valutazione

Ma procediamo con ordine.

Conoscevo già l’autore, famoso tra l’altro per “La Danza dei Maestri Wu Li“, una delle opere di divulgazione di fisica quantistica più lette e tradotte negli ultimi decenni. Già in questo libro si leggeva tra le righe una forte predisposizione verso la spiritualità pratica, come amo definirla spesso, oltre che una grande capacità di razionalizzazione e di semplificazione…

Però, a dirla tutta, quando ci si invischia in argomenti come la meccanica quantistica e la relatività, per quanto il divulgatore sia bravo è difficile terminare la lettura senza aver gelosamente conservato qualche dubbietto sostanziale sulla faccenda.

Comunque sia, devo ammettere che questo nuovo libro “Il Potere autentico delle Relazioni“ è stata una vera sorpresa!

Quasi 300 pagine densissime di riflessioni mirate, rielaborate con gusto ed ordinate in modo tale da creare una vera e propria “doccia fredda cognitiva“.

Si parla di evoluzione, di cambiamento epocale, delle immense possibilità che avremo tutti noi non appena la rivoluzione spirituale avrà esteso le sue ali sull’intera Umanità…

La teoria di base è affascinante, e dimostra peraltro una grande capacità di ascolto “culturale” dell’autore, che non è nuovo a testi di crescita personale e che assembla con originalità in un tutto organico tante testimonianze e tante voci diverse che da anni ci stanno parlando di evoluzione personale.

L’umanità pentasensoriale, quella che si basa esclusivamente sui 5 sensi fisici per valutare il mondo e gli altri, sta per trasformarsi un un’umanità multisensoriale, più aperta all’intuizione, alla sincronia e alla comprensione dei fenomeni, soprattutto di quelli che la scienza ignora e che fino ad oggi sono stati esclusivo appannaggio di mistici, poeti e visionari “creativi”.

Tutti noi riusciremo a vedere e a percepirci all’interno di una cornice di contenuti e valori assolutamente rivoluzionaria, come non abbiamo mai fatto prima come razza, ma non solo. Alcuni di noi potranno andare oltre, utilizzando questa nuova incredibile sensibilità per lavorare su se stessi, molto meglio e molto più di quanto la maggior parte di noi non faccia oggi.

Questa seconda rivoluzione non sarà automatica, come la prima, e non sarà per tutti.

Il grosso del lavoro, che prevede un diverso e più consapevole rapporto con noi stessi e con gli altri sulla base dell’integrazione tra personalità e anima, si fonda sulla transizione tra ricerca del potere esteriore – manipolativo e materiale – e ricerca del potere interiore – autentico e spirituale.

Il punto chiave è che solo cambiando noi stessi possiamo liberarci dalla schiavitù di quelle che Zukav chiama le “parti spaventate della nostra personalità“.

Si tratta di quegli aspetti di noi stessi che ci impongono gesti di rabbia, atti di violenza e dipendenze distruttive per lenire l’insopportabile peso dell’onnipresente senso di impotenza.

Solo sfidando queste parti timorose, accettando il dolore dell’impotenza e ascoltandone gli insegnamenti, sarà possibile passare al livello successivo.

“Proviamo sempre il dolore dell’impotenza quando il mondo non è come lo vogliamo, ad esempio quando il coniuge ci lascia o un figlio muore, quando perdiamo il lavoro o ci sentiamo traditi.

Ma per mascherarlo ci arrabbiamo, diventiamo gelosi, vendicativi, depressi o introversi.

Non pensiamo in termini di impotenza o di dolore. Esplodiamo invece in eccessi di rabbia e incolpiamo le circostanze (…), ci chiudiamo emotivamente, piangiamo con facilità, cerchiamo vendetta, oppure eccediamo nel mangiare, nel bere, ci buttiamo nel lavoro, facciamo uso di droghe, ci diamo al gioco, alla pornografia o ad altri eccessi, ritenendo ogni volta che siano le circostanze (includendo in queste anche le altre persone) la causa delle nostre esperienze dolorose e dei nostri comportamenti distruttivi.

Tutto ciò che riusciamo a vedere sono le contingenze esterne, di cui siamo in balia.

Continuare ad evitare il dolore dell’impotenza determina le nostre percezioni, le nostre intenzioni e le nostre azioni. Per provare il nostro valore e sentirci degni, completi e realizzati, ci serviamo di persone e di cose, di un coniuge, di un figlio o di un lavoro.

Di qualunque cosa si tratti, è molto importante per rafforzare il senso di sicurezza e di autostima.

Alcuni usano la celebrità, altri la ricchezza, altri si servono del proprio livello di istruzione mentre altri ancora fanno ricorso all’intelligenza, all’umorismo, alla propria casa o alle proprie opinioni politiche.

Quando utilizzate qualcosa per influenzare (manipolare e controllare) gli altri allo scopo di sentirvi sicuri e apprezzati, state cercando di evitare il dolore dell’impotenza.”"

Un bel viaggio, dunque, che può portare i più coraggiosi di noi ad analizzare le proprie reazioni alla luce di questa travolgente evidenza per uscire dal meccanicismo della risposta automatica.

Gary Zukav, "Il potere autentico delle relazioni"Solo in questo modo si può diventare uguali tra gli uguali, anime finalmente libere di evolversi in armonia con il tutto.

Un libro che stravolge i concetti di Amore e di amicizia proiettandoci verso l’affascinante magia della partnership spirituale, che parla di new age senza parlare di new age, che emoziona profondamente senza rinunciare mai ad un sano razionalismo, che appassiona e guida con uno stile tanto felice e curato da sembrare ispirato, che ricorda nello stesso tempo la chiarezza del miglior Dyer e la congruenza etica del grande Stephen Covey.

In una parola: uno dei migliori che abbia letto negli ultimi tempi, e che ti consiglio vivamente di non farti scappare! Clicca qui per avere “Il Potere autentico delle Relazioni”

:D

Leonardo Di Paola
Wellness Coach & Trainer

 

Articoli correlati...