(C’era una volta 4) Quando un pinolo ci mette lo zampino…

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Un volantino fu il complice involontario di una giornata passata insieme sui prati fioriti dell’Università La Sapienza di Roma. Un giorno di digiuno collettivo e di grandi ideali dove i nostri eroi parlarono di princìpi, libertà, non violenza e giustizia…

Sotto il sole di Luglio all’ombra dei pini furono finalmente soli, dato che gli amici li mandarono ‘a quel paese’ ed andarono a desinare alla mensa…

Ma improvvisamente, dopo ore di astinenza, colei che nel suo destino aveva già il progetto di Autodifesa Alimentare, volse lo sguardo dal cielo alla terra e mise a fuoco, proprio lì, nel prato davanti ai suoi occhi… un pinolo!

E fu subito chiaro che lui non avrebbe ceduto mentre lei, gli occhi già roteanti alla ricerca di un sasso, faceva ancora finta di ascoltarlo quando lui fu pronto a saltarle addosso e immobilizzarla sul prato pur di impedirle l’insano gesto…

Fu solo un attimo, occhi negli occhi, il tempo implose e si immobilizzò.

Finché, scoppiando a ridere, scelsero la squisita levità della loro amicizia rimandando l’inevitabile…

Ecco, diciamola tutta!  Finalmente esce fuori la verità… Tutta “Peace & Love, Save the Planet” e poi, mi caschi sul primo pinolo che incontri…

Vabbè, ma in fondo è come la storia dei Bambini del Biafra. A chi importava se mi mangiavo il pinolo, scusa?

Era una questione di principio! Pensa cosa avrebbe detto il Prof. Gnisci!

Ok, non è andata poi così male se ci guardi oggi. In fondo forse stiamo facendo qualche cosa di utile, pinolo o no, per unificare idealismo e pratica… Meglio un pinolo ieri che un nucleare domani!

Sai una cosa? Per una volta sono perfettamente d’accordo!

Nel prossimo episodio di “C’era una volta“:

Come, alla festa del di lei compleanno lui le regalerà l’Opera Omnia di un noto Cantautore che sconvolgerà la sua estate al mare cantandole di vita, amore e poesia. Preparando il terreno alla più totale débacle della loro sedicente amicizia.

Per leggere tutta la Storia dall’inizio:

C’era una volta 1
C’era una volta 2
C’era una volta 3

 

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(C’era una volta 3) E fu solo grazie alla burocrazia che lui ottenne il primo inaspettato appuntamento…

cornetti freschi

Il destino nuovamente in agguato nel corridoio di Italianistica, quando tra centinaia di appelli e migliaia di studenti…

Leonardo… hanno già iniziato ad interrogare?” fu la semplice e limpida frase che lei, dimostrando subito abili doti di Public Speaking, disse.

E non osò crederci. Udire la sua voce proferire il suo nome lo gettò nel panico. :shock:

Hem… non mi ricordo il tuo nome” disse lui impaperato…

“Forse perché non te l’ho mai detto!” rispose lei abituata a districarsi nelle schermaglie amorose…

E così per farsi perdonare la gaffe, da bravo Homo Tecnologicus, si offrì di accompagnarla l’indomani a ritirare il tesserino elettronico (primo sprazzo di informatica che stava faticosamente pervadendo la Facoltà).

E il sole di quell’alba primaverile testimoniò uno storico evento. Lui mantenne la promessa ed arrivò sorridendo con i cornettiE quello fu il loro primo appuntamento.

Ma perché dobbiamo sempre dare la tua versione dei fatti?

E quale versione vuoi dare, quella in cui stavi lì con il tuo amico Giace a cazzeggiare facendo finta di studiare?

Ad esempio, potresti evidenziare la mia incredibile e disinteressata disponibilità a supportarti nell’adempimento dei tuoi doveri di giovane matricola… vogliamo parlare della fila disumana che mi sono accollato (nonostante l’avessi già fatta il giorno prima) per non farti andare lì alle 6 del mattino da sola?

Beh, magari avevi paura che durante quella lunga fila potessi incontrare qualche altro pretendente… In effetti – a pensarci bene – è da quel lontano giorno che mi marchi stretto

La piantiamo?

Vabbè, dai, in effetti sei stato molto cavalleresco.

Puoi dirlo forte!

SEI STATO MOLTO CAVALLERESCOOOO !!! (E tutto sommato… non ti è andata poi così malaccio, no? ;) )

Nel prossimo episodio di “C’era una volta“:

Come, passando i giorni, i nostri eroi incominciano a frequentarsi all’Università. Fila dopo fila, appello dopo appello, mensa dopo mensa, telefonata dopo telefonata, divennero amici inseparabili e compagni di grandi avventure… fino ad arrivare ad un fatidico digiuno studentesco, in cui tra ideali e prati fioriti…


Per leggere tutta la Storia dall’inizio:

C’era una volta 1
C’era una volta 2

 

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(C’era una volta 2) un incauto appello svela nomi e cognomi di color che un giorno si firmeranno “Viviana + Leonardo”…

Leonardo Di Paola - I FEELGOOD.it - 1989

Scusa ma non ho tempo!“, fu la doccia fredda inflitta della futura Regina della VitAgenda ad un primo maldestro approccio del futuro Super Coach del Weco Club… Era davvero interessato agli appunti come aveva detto?

Fatto sta che passarono ancora parecchi giorni prima che il Fato macchinasse per farli nuovamente incontrare in un’aula minuscola di Italianistica per una tesina sulla Mandragola di Macchiavelli.

E fu proprio allora che il giovane Professore, ignaro Guardiano del Destino, proferì ad alta voce gli agognati nomi e dove lei seppe il nome di lui, “Leonardo”.

E dove lui scoprì che la tesina di lei era stata la migliore di tutto il corso perchè la più breve, geniale e lapidaria…

E ti pare… Anche la mia tesina andò molto bene, sai? Non per nulla prendemmo tutti e due 30 e lode a quell’esame.

Certo, ma la mia era migliore! ;) D’altra parte lo stesso Prof. Gareffi si sconvolse dalle mia erudita conoscenza di Ouspensky Gurdjieff! Mai quanto me, dato che in seguito – passati gli anni Universitari – ogni volta che rileggevo la tesina non sono più riuscita a capire che caspita volessi dire… :?

Forse perché a quell’epoca avevi un amico Gesuita che ti ispirò la metafora dell’Anima per Lucrezia?

Beh, sì… o forse dopo una notte insonne l’avrò in parte canalizzata! Comunque grazie a Peppe e a quella tesina, ho memorizzato il tuo nome! Ma solo perché avevo un “Leonardo” che a quel tempo mi “batteva i pezzi” ed ero rimasta colpita del fatto che anche tu ti chiamassi così! :P

Si vede che è un difetto di fabbrica insito nel nome Leonardo! ;)

Cosa?

Battere i pezzi alle “Viviane”! :mrgreen:

In ogni caso sapere il tuo nome mi è stato molto utile quando ci siamo incontrati la volta successiva… Anche se – lo vogliamo raccontare? - tu mica ti sei ricordato il mio!!! :shock:

‘Sti uomini, si perdono sempre sui dettagli importanti!

Lo sai che io sono molto più fisionomista… e accidenti, che fisionomia… :)

Nel prossimo episodio di “C’era una volta“:

Come, fallito il subdolo tentativo della richiesta di appunti, un giovane Cavaliere – al momento ancora Matricola Universitaria – capisce che deve osare di più e si accolla una fila infinita, dalle 6 del mattino, per la richiesta del di lei tesserino elettronico.
E come lei capisce che aveva messo gli occhi su uno “davvero niente male”…


Per leggere tutta la Storia dall’inizio:

C’era una volta 1

 

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(C’era una volta) ignare del loro travolgente destino, 2 matricole si incontrano in una pizzosissima lezione di…

Viviana Taccione - IFEELGOOD.it - 1989

Era un giorno di Primavera come questo, quando due matricole spensierate si scontrarono per caso durante il loro primo anno di Università…

Nel lontano 1989, quello che fu definito poi l’anno del cambiamento, quando il crollo del muro di Berlino diede un segnale forte al mondo: basta con le divisioni, basta con il bianco e nero, basta con il giusto e sbagliato…

E l’Universo si fermò per un attimo quando loro due, sbarbatelli implumi, del tutto ignari del destino scelto dalle loro Anime, del compito che li aveva portati ad incontrarsi di nuovo sul Pianeta terra, in Italia, a Roma… si scambiarono la loro prima inesorabile parola:

SHHHH !” :?

Ma… questo suona come una pellicola strappata durante la rievocazione di una scena romantica… è proprio necessario raccontare del tuo “SHHHH” ???

Altroché!!! I nostri lettori devono sapere che tu chiacchieravi in Aula Magna durante la lezione sul sublime Leopardi, contornato da un nugolo di Pischelle e io, seduta di fronte a te, non riuscivo a sentire niente e infastidita (più del fatto che c’avevi l’Harem), ti ho SHHHIATO implacabilmente!

Innanzitutto “I Paralipomeni della Batrocomiomachia” non sono proprio l’opera più appassionante del Maestro…  Comunque forse avrei dovuto capire qualcosa da quel primo soave suono che mi hai riservato… :?

Che intendi dire?

No, niente!!! ;)

E comunque – precisiamo – che data l’esigua percentuale di maschi che c’era nella facoltà di Lettere e Filosofia, non era difficile per te “spiccare”… :P

E questo è nulla, in confronto al nostro secondo incontro

Raccontiamo anche quello? :shock:

Certo… di che ti preoccupi? Hai paura di rivelare che a quel tempo, single impenitente, ti aggiravi per la Facoltà con l’aria di una Hermione Granger?

Ero molto impegnata… Tra la Facoltà di Lettere e la Scuola di Fotografia. E poi di uomini non ne volevo proprio più sapere. Finalmente libera di gestire il Tempo e l’Agenda come volevo io…

Ok, del secondo incontro però ne parliamo la prossima volta!

Nel prossimo episodio di “C’era una volta“:

Come un giovane Professore anticonformista suggella, grazie ad una Tesina sulla “Madragola” di Macchiavelli, l’interesse reciproco di quella che sarà un giorno una dirompente coppia creativa nell’allora ancora inimmaginabile futuro mondo del Cyberspazio…

 

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