
Una volta c’era un’anima che sapeva di essere la luce. Si trattava di un’anima nuova, e quindi ansiosa di compiere esperienze. “Sono la luce”, diceva. “Sono la luce”. Eppure tutta la consapevolezza di ciò e tutto il ripetere quell’affermazione non poteva essere un sostituto dell’averlo sperimentato.
E nel regno dal quale quell’anima emergeva, esisteva soltanto la luce. Ogni anima era grande, ogni anima era meravigliosa e ogni anima splendeva con la luminosità della Mia gloria. E quindi, la piccola anima in questione era una candela di fronte al sole. in mezzo alla più grande delle luci – della quale Io ero parte – non riusciva a vedere se stessa, nè a mettere alla prova se stessa come Chi e Cosa in Realtà essa E’.
Ora si dava il caso che quest’anima anelasse senza tregua a conoscere se stessa. Ed era così grande il suo anelito che un giorno le dissi: “Sai che cosa devi fare per soddisfare questo tuo anelito?” “Oh, che cosa, Dio? Che cosa devo fare? Sono pronta a tutto”, dissa la piccola anima.
“Devi separarti dal resto di noi”, risposi, “e poi devi richiamare su di te le tenebre.”
“Che cosa sono le tenebre, Signore Santo?” domandò la piccola anima.
“Quello che tu non sei”, risposi, e l’anima capì.
E quindi l’anima lo fece, allontanandosi dal Tutto, proprio così, recandosi addirittura fino a un altro regno. E in quel regno l’anima aveva il potere di convocare nella sua esperienza tutti i generi di tenebre. E così fece.
Non di meno, in mezzo a tutte le tenebre, prese a gridare: “Padre, Padre, perchè mi hai abbandonato?”
Proprio come fate voi nei vostri momenti più bui. Eppure non vi ho mai abbandonato, ma vi sono sempre stato al fianco, pronto a rammentarvi Chi Siete in Realtà; pronto, sempre pronto a riportarvi a casa.
Perciò siate una luce nelle tenebre, e non maleditele e non dimenticate Chi Siete nel momento in cui vi trovate circondati da quello che non siete. E lodate la creazione, anche mentre cercate di cambiarla.
E sappiate che quanto fate nel momento della vostra peggiore prova può portarvi al vostro più grande trionfo.
Conversazioni con Dio
Neale Donald Walsch



Il nostro rapporto con il cibo dipende da tanti fattori, cultura alimentare, disponibilità o attenzione familiare, metodi di cottura, gusti personali… semplici o ricercati, scappatoie e/o guadagni secondari, sensi di colpa…
Sì, siamo d’accordo… Ma perchè ogni volta che si va a trovare i parenti ti devono per forza offrire qualcosa da bere o da mangiare… E non smettono di tormentarti finchè non hai trovato qualcosa che vada bene?
Concentriamoci quando mangiamo, sul cibo e solo su quello, sul momento presente il più possibile scevro da altre tensioni.
EFT, Emotional Freedom Techniques ovvero Tecniche di Libertà Emozionale, è un sistema di autoguarigione che utilizza la tradizione millenaria dell’agopuntura cinese (ma senza aghi) sintonizzando la mente sul problema.